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() - ilfattoalimentare.it
Da lunedì 14 febbraio 2022 a martedì 31 gennaio 2023

Nutri-Score: I dubbi da sfatare sollevati da chi rifiuta la proposta

Nutri-Score: I dubbi da sfatare sollevati da chi rifiuta la proposta

 

 

Il Nutri-Score, che in Italia viene chiamato anche etichetta a semaforo, aiuta i consumatori a confrontare facilmente cibi e bevande della stessa categoria. Si tratta di un’etichetta che elabora il valore nutrizionale del prodotto (basata sulla quantità di calorie, sale, zucchero, grassi, proteine…), trasformandolo in un grafico che assomiglia ad  un semaforo a cinque colori.  All’interno di ogni casella colorata ci sono cinque lettere: la ‘A’, verde intenso, viene assegnata ai prodotti con la migliore qualità nutrizionale, poi si progredisce alla lettera ‘B’ (verde chiaro), ‘C’ (giallo), ‘D’ (arancione) e infine la lettera ‘E’ rossa assegnata  agli alimenti da assumere con attenzione, avendo una qualità nutrizionale non proprio ottimale. Poiché diverse notizie errate sul Nutri-Score si stanno diffondendo in Italia dove le industrie, i politici e le lobby continuano a criticare questo modello che si va sempre più diffondendo in Europa, il Beuc (organizzazione europea che raggruppa 46 organizzazioni di consumatori), ha focalizzato l’attenzione su alcuni punti per chiarire concetti importanti.

 

Con il Nutri-Score il cibo spazzatura diventa salutare

Questa tesi è supportata spesso da chi è contrario all’etichetta a semaforo facendo  due esempi. Il primo riguarda le bibite analcoliche a zero calorie dolcificate con sostituti dello zucchero che ottengono una “B”, il secondo esempio interessa le patatine surgelate classificate  nella prima fascia “A”. Per le bevande a zero calorie, il Nutri-Score riflette il contenuto di zuccheri e calorie che è molto basso, quindi le bibite meritano un punteggio migliore rispetto alla classica lattina    zuccherata, ma non certo superiore a quello dell’acqua, l’unica bevanda classificata con la lettera “A”.

 

 

E le patatine? Il Nutri-Score non le premia, si limita a elaborare la tabella nutrizionale posizionata sull’etichetta, senza considerare come saranno cucinate o preparate. Ecco perché le patatine surgelate (che sono patate sbucciate e tagliate) ottengono una ‘A’. Ma il valore nutritivo delle patatine varia poi in relazione al modo in cui vengono cucinate (forno o friggitrice), al tipo di olio e alla quantità di sale. Ecco perché né la tabella nutrizionale né il Nutri-Score, possono tenere conto di questi parametri. A riprova di ciò basta vedere come sono valutate le patatine fritte confezionate il cui giudizio spazia dal verde chiaro (lettera ‘B’), al rosso (lettera ‘E’) in relazione ai diversi fattori elencati.

 

Il Nutri-Score classifica gli alimenti come buoni e cattivi

L’etichetta a semaforo non loda o demonizza gli alimenti. Semplicemente ‘traduce’ le informazioni nutrizionali – riportate sul retro della confezione – in un’unica formula che rende più facile per i consumatori scegliere cosa acquistare. Per questo motivo non dovrebbe sorprendere che alcuni salumi e formaggi ottengono un punteggio ‘D’ o ‘E’ a causa dell’elevato contenuto di sale e grassi. Lo stesso vale per il salmone affumicato, penalizzato rispetto al pesce fresco perché contiene più sale e più grasso. Queste informazioni però fanno già parte della tabella nutrizionale posta sul retro della confezione, l’etichetta semaforo non aggiunge nulla, ma converte semplicemente i numeri in una forma grafica più a misura di consumatore.

 

Il Nutri-Score minaccia la Dieta mediterranea

Non è vero! La Dieta mediterranea tradizionale è ricca di frutta, noci, verdura, legumi e cereali mentre è povera di carni rosse e carni lavorate come pure di latticini. L’altra caratteristica è di avere l’olio d’oliva come principale fonte di grassi. Tutto questo risulta in linea con i principi dell’etichetta semaforo, che tiene conto dei nutrienti da limitare (calorie, grassi saturi, zuccheri e sale) e di quelli da favorire (fibre, proteine, frutta a guscio, frutta e verdura). Con il Nutri-Score, l’olio d’oliva si presenta come una fonte di grasso buono (‘C’) rispetto al burro (‘E‘) e altri oli vegetali ricchi di grassi saturi come l’olio di palma (‘E’). Visto che in Europa una persona adulta su due è in sovrappeso o obeso, bisogna spingere le persone verso prodotti alimentari più salubri e il Nutri-Score cerca di svolgere un ruolo importante in questa direzione, aiutando i consumatori a confrontare il valore nutrizionale degli alimenti e a compiere scelte di acquisto più corrette. Deve essere però chiaro che l’etichetta a semaforo non sostituisce le raccomandazioni dietetiche necessarie per seguire un’alimentazione sana.

 

Il Nutri-Score non tiene conto delle quantità ma si riferisce sempre a 100 g di prodotto

Per evitare ai consumatori di fare complessi calcoli nel tentativo di confrontare prodotti simili, l’etichetta a semaforo è sempre riferita a 100 g o 100 ml. Le porzioni non sono staste prese in considerazione perché ogni azienda alimentare le stabilisce liberamente. Diverse ricerche hanno dimostrato che il Nutri-Score aiuta le persone ad acquistare meno prodotti alimentari classificati con  le lettere ‘D’ o ‘E’. Se il punteggio venisse calcolato sulle quantità di ingredienti presenti in una singola porzione, si arriverebbe al paradosso che 15 g di caramelle, oppure di maionese o di crema spalmabile al cioccolato meriterebbero quasi sempre un buon risultato. Non esistono infatti porzioni standard,  ogni azienda fissa le sue in assoluta autonomia.

 

Le bibite dietetiche a zero calorie sono più salutari dell’olio d’oliva

Un’altra critica nei confronti dell’etichetta a semaforo riguarda il confronto fra una bibita dietetica che usa dolcificanti e l’olio d’oliva. La bibita merita un buon punteggio e viene classificata con la lettera ‘B’, mentre l’olio di oliva viene etichettato con la lettera ‘C’. Questo confronto non ha molto senso perché se devo condire l’insalata non prendo certo in considerazione le bibite zuccherate e poi bisogna spiegare bene alle persone che il Nutri-Score è utile quando si confrontano prodotti della stessa categoria. Un confronto corretto sarebbe quello fra i vari tipi di oli basato sul contenuto di acidi grassi saturi e insaturi.  Ecco allora che il burro insieme all’olio di cocco e di palma sono penalizzati con la lettera ‘E’, mentre l’olio di oliva, di noci e di colza ottengono la lettera ‘C’). Un altro esempio interessante riguarda i cereali per la prima colazione (vedi  foto sotto). Il Nutri-Score spazia dal colore verde al rosso e in questo modo diventa più facile scegliere l’opzione più sana.

 

Fonte ilfattoalimentare.it